Molti credono che solo le api operaie siano in grado di pungere, ma la realtà è più complessa: anche la regina ha un pungiglione, e anzi, il suo è perfettamente funzionale.
Tuttavia, lo usa in modo molto diverso rispetto alle operaie. Nella società delle api, ogni casta ha un ruolo preciso, e il pungiglione della regina non serve a difendere la colonia, ma a combattere le rivali.
La regina ha un pungiglione (e non muore usandolo)
Sì, la regina possiede un pungiglione ben sviluppato, liscio e privo di barrette. A differenza delle operaie, può usarlo più volte senza morire.
Questo perché, quando punge, il pungiglione non rimane conficcato nella pelle del bersaglio. Il suo veleno è simile a quello delle operaie, ma la funzione biologica è completamente diversa: non serve per difendere l’alveare, bensì per eliminare altre regine.
Quando la regina usa il pungiglione
La regina lo impiega in situazioni molto precise e drammatiche, legate alla sopravvivenza della colonia:
- Durante le lotte tra regine giovani, appena nate, per stabilire chi governerà la colonia.
– Quando una regina vergine emerge dalla sua cella reale, il suo primo istinto è cercare e uccidere le altre regine ancora chiuse nelle loro celle.
– Se ne incontra un’altra già nata, può scatenarsi un duello mortale, che termina quasi sempre con la morte di una delle due. - In caso di sostituzione o sciamatura, quando due regine coesistono temporaneamente (madre e figlia), può avvenire un confronto, anche se non sempre violento.
- Mai contro l’uomo o altri animali: la regina vive sempre nel cuore dell’alveare, circondata da api di corte, e non partecipa mai alla difesa diretta. È estremamente raro che punga un apicoltore, e accade solo in condizioni artificiali, come durante manipolazioni di laboratorio.
Struttura e funzione del pungiglione reale
Il pungiglione della regina è più lungo e sottile rispetto a quello delle operaie. È collegato a una ghiandola velenifera e a un serbatoio che produce tossine più concentrate. Il veleno reale contiene sostanze diverse, come:
- Acido isoforonico, che agisce come marcatore chimico durante le lotte;
- Melittina, la stessa componente del veleno delle operaie;
- Peptidi antibatterici, che possono avere anche un ruolo di difesa interna.
La regina, dunque, è un’arma biologica raffinata: il suo pungiglione è pensato per garantire la continuità genetica della colonia.
Miti da sfatare
- “La regina non ha pungiglione”: falso. Ce l’ha, ma lo usa solo contro altre regine.
- “Può pungere l’apicoltore”: quasi mai. Vive nascosta nel nido e raramente mostra aggressività.
- “Muore dopo aver punto”: no. Il suo pungiglione è liscio, quindi non resta conficcato come quello delle operaie.
Curiosità
- Alcune sottospecie di Apis mellifera hanno regine particolarmente aggressive con le rivali: possono percepire vibrazioni e segnali sonori delle altre regine ancora nelle celle e pungerle prima che nascano.
- Gli apicoltori esperti sanno che, durante una visita, se sentono un “piping” (un suono sottile e vibrante), significa che una regina vergine si sta preparando a combattere.
Conclusione
Le api regine hanno il pungiglione, ma non lo usano per difendere l’alveare. È un’arma selettiva, destinata solo alle lotte tra regine per la supremazia genetica.
La sua funzione non è l’aggressione, ma la selezione naturale dentro l’alveare: un simbolo perfetto del rigore e della ferocia silenziosa della biologia delle api.


