In apicoltura non si parla solo di miele dorato e fiori profumati. Ci sono pratiche tecniche, a volte discusse e divisive, che fanno storcere il naso a molti apicoltori. Una di queste è la clippatura della regina: il taglio parziale di un’ala per impedirle di volare.
Un’immagine che colpisce subito: la regina, simbolo di vitalità e riproduzione, con un’ala mozzata. Per alcuni è gestione efficiente. Per altri, un atto contro natura. Noi di ApiBuzz ci siamo fatti una posizione chiara – ma prima, vediamo da vicino di cosa si tratta.
Che cos’è la clippatura (e perché qualcuno la fa)
La clippatura consiste nel recidere circa un terzo di un’ala anteriore della regina con forbicine sottili.
Lo scopo? Semplice (almeno in teoria): se la colonia prova a sciamare, la regina non riesce a volare via. Cade nei pressi dell’arnia, lo sciame si disorienta e spesso torna indietro.
I sostenitori della pratica aggiungono altri vantaggi:
- la regina clippata si riconosce subito, anche quando il colore di marcatura sbiadisce;
- in contesti urbani, evita sciami appesi a balconi e lampioni;
- in grandi aziende apistiche, riduce le perdite economiche legate alla sciamatura.
Cosa dicono gli studi
La clippatura non è una novità: se ne parla da oltre un secolo nei manuali di apicoltura (Langstroth, 1853).
La ricerca scientifica moderna, però, è meno entusiasta:
- Uno studio su 124 colonie (New Zealand Journal of Agricultural Research, Harbo 1971) ha mostrato che la clippatura non riduce la produzione di miele né aumenta la sostituzione della regina.
- Autori come Eva Crane (Bees and Beekeeping, 1990) e Mark Winston (The Biology of the Honey Bee, 1991) hanno evidenziato che la clippatura non impedisce lo sciamare: lo ritarda soltanto. Le api, se “bloccate”, avviano comunque nuove regine e partono più avanti.
- Thomas Seeley (Honeybee Democracy, 2010) sottolinea che lo sciamare è il cuore del ciclo riproduttivo delle api: bloccarlo significa alterare il loro equilibrio naturale.
Insomma: tagliare un’ala non cambia l’istinto. Lo sciame troverà comunque la strada, con o senza regina originale.
I limiti pratici
Chi la sconsiglia porta argomenti molto concreti:
- è un’operazione meccanicamente rischiosa: basta una mano incerta per danneggiare o uccidere la regina;
- alcune colonie percepiscono la regina mutilata come “non adatta” e la sostituiscono;
- eticamente, mutilare un insetto che per sua natura vive di volo è un gesto difficile da giustificare.
Non a caso, sempre più apicoltori moderni la considerano una pratica obsoleta, una scorciatoia gestionale.
Le alternative
Per contenere lo sciamare, ci sono tecniche più efficaci e rispettose:
- Ispezioni regolari in primavera (ogni 7–9 giorni) per controllare le celle reali;
- Creazione di nuclei: togliere telaini con covata per alleggerire la pressione dell’alveare;
- Marcatura con vernice: identifichi la regina senza mutilarla;
- Selezione genetica: allevare linee meno propense a sciamare;
- Checkerboarding (Walt Wright, 2001): inserire telaini vuoti sopra il nido per spegnere l’impulso allo sciamare.
Tutte tecniche che richiedono tempo e attenzione, ma non tagliano ali.
Il nodo etico
Qui il discorso si fa serio.
Le api non sono solo produttrici di miele: sono superorganismi che vivono di equilibri delicati. Lo sciamare è la loro “nascita”, la forma con cui la colonia si riproduce e colonizza nuovi spazi.
Tagliare un’ala alla regina per impedire questo processo naturale è come voler fermare un fiume con un sasso: non solo inutile a lungo termine, ma anche una violenza al flusso naturale della vita.
La posizione di ApiBuzz
Dopo aver letto studi, manuali e opinioni, e soprattutto dopo anni passati negli apiari, la nostra scelta è chiara:
noi di ApiBuzz non pratichiamo la clippatura delle regine.
Per tre motivi:
- Rispetto della biologia – lo sciamare è parte integrante della vita delle api.
- Gestione attiva – preferiamo prevenire lo sciame con nuclei e tecniche naturali, non con mutilazioni.
- Etica apistica – la nostra apicoltura non è industriale: per noi le api non sono macchine da miele, ma compagne di vita e maestre di equilibrio.
Non giudichiamo chi la utilizza in contesti professionali o urbani, ma diciamo senza giri di parole: è una pratica che non ci appartiene.
Fonti principali
- Harbo, J. R. (1971). Effect of queen clipping on honey production and supersedure. NZ J. Agric. Res.
- Crane, E. (1990). Bees and Beekeeping: Science, Practice and World Resources.
- Winston, M. L. (1991). The Biology of the Honey Bee.
- Seeley, T. D. (2010). Honeybee Democracy.
- Wright, W. (2001). Checkerboarding for swarm control. American Bee Journal.
- The Apiarist (2018). Is queen clipping cruel?
- BIBBA (2015). Guidelines on bee breeding and management.
- BeekeepClub (2020). Clipping the wings of honeybee queens.
- BeekeepingTrove (2022). Do all beekeepers clip the queen’s wings?




