Il recupero della cera d’api

Tempo di lettura: 2 minuti

La cera d’api non è uno scarto.
È un tessuto biologico prodotto dalle api operaie giovani (12–18 giorni) attraverso ghiandole ceripare addominali, ed è una delle sostanze più chimicamente attive dell’alveare.

È lipofila. Questo significa che assorbe, trattiene e accumula tutto ciò che nell’ambiente è liposolubile: acaricidi, pesticidi, metaboliti, solventi, contaminanti agricoli.

Ogni favo è una memoria chimica dell’apiario.

Recuperare la cera non è un’operazione meccanica. È una scelta sanitaria.

Cos’è davvero la cera d’api

Composizione media:

Componente%
Esteri di acidi grassi70–75%
Idrocarburi12–16%
Acidi grassi liberi12–14%
Alcolitracce

Punto di fusione: 61–65 °C
Altamente stabile ma chimicamente “spugna”. Per questo una cera vecchia non è “stagionata”: è biologicamente contaminata.

Quale cera recuperare (e quale escludere)

OriginePurezzaRischio residuiDestinazione
Opercoli melarioMolto altaMinimoFogli cerei, cosmetica
Favi giovaniMediaBassoFogli cerei
Favi nido vecchiBassaAltoCandele / usi tecnici

Rimettere in circolo favi vecchi significa riportare residui nel nido.

Fusione domestica in acqua: limiti reali

Metodo accessibile ma non purificante:

  • ingloba proteine larvali;
  • scurisce la cera;
  • non rimuove contaminanti liposolubili;
  • produce cera instabile e fragile.

Usabile solo per:

  • piccoli volumi;
  • sola cera di opercolo.

Sceratrice a vapore: standard corretto

La fusione a vapore:

  • mantiene temperatura controllata;
  • separa fisicamente impurità solide;
  • riduce ossidazione;
  • produce cera più chiara, stabile e pura.

È il metodo usato da:

  • cererie professionali;
  • apicoltura biologica certificata.

Attenzione: il “miele di fusione”

Il liquido residuo non è miele.

Contiene:

  • esuvie larvali;
  • spore microbiche;
  • residui chimici concentrati.

Non idoneo né per consumo umano né per alimentazione delle api.

Rifusione e fogli cerei

Quando rientroduci cera nei fogli cerei decidi:

  • carico chimico della colonia;
  • longevità delle api;
  • salute del nido.

Per questo lo scambio in cereria certificata è pratica sanitaria, non commerciale.

Conclusione

La cera non è neutra.
È il primo vettore di contaminazione cronica dell’apiario.

Recuperarla male significa reinfettare le api.

Recuperarla bene significa ripulire la memoria chimica dell’alveare.

Bibliografia essenziale

  • Bogdanov S., Beeswax: Production, Properties, Composition and Control, Bee Product Science, 2009;
  • Wallner K., Varroacides and their residues in beeswax and honey, Apidologie, 1999;
  • Mullin C.A. et al., High Levels of Miticides and Agrochemicals in North American Apiaries, PLOS ONE, 2010;
  • Chauzat M.P. et al., Residues of pesticides in beeswax, Environmental Science & Pollution Research, 2011;
  • European Pharmacopoeia, Beeswax Monograph.

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